Febbraio 21

Velocizzare un sito web lento: un fattore importante sia lato utente sia lato SEO

Google Speed Update, l’aggiornamento di luglio 2018 sulla rapidità di caricamento di una pagina internet, ha sancito ufficialmente che velocizzare un sito web sia il prossimo obiettivo per le aziende che vogliono posizionarsi tra le prime posizioni dei motori di ricerca.

Un importante fattore sia dal punto di vista della SEO tecnica, in termini di valutazione da parte dei Quality Raters (gli addetti di Google che valutano la qualità di un sito) sia dal punto di vista dell’utente. La lentezza è uno dei fattori che concorre ad abbassare il punteggio di posizionamento del sito e ad aumentare il tasso di abbandono di chi lo naviga. Scopriamo insieme qualche dettaglio in più!

Perché velocizzare un sito web non sarà più solo una questione di bassa velocità di connessione?

A partire dal 2010, anche in Italia sono stati eseguiti numerosi investimenti sulla fibra ottica e sull’ampliamento della banda di connessione mobile. Entro il 2022 la copertura 4G sarà pressoché totale e verranno ultimati i progetti per iniziare la penetrazione del 5G sul territorio italiano.

La velocità di un sito web impatta sul suo posizionamento? E qual’è la soglia critica?

Sì. Dal 2010, Google attribuiva solamente un posizionamento migliore per i siti internet particolarmente veloci, senza però infliggere alcuna penalizzazione a quelli più lenti. Con il Google Speed Update, da luglio 2018 la situazione è cambiata: Google penalizza progressivamente i siti che sulla base delle misurazioni del crawler (lo scansionatore del motore di ricerca) supereranno la “soglia critica” dei 3 secondi.

Ma cosa rende un sito web “lento”?

Un sito internet non è un blocco unico. E’ composto da decine, a volte centinaia, di righe di codice in HTML/CSS, immagini, video, script in Javascript o PHP: e questo nei casi più semplici. Ognuna di queste “parti” ha un suo peso e contribuisce in misura più o meno significativa alla velocità del sito.

Generalmente, e sottolineiamo generalmente, sono le immagini la fonte di rallentamento principale di un sito internet. Ma non è sempre così! Esistono ancora in rete migliaia di siti che utilizzano costrutti in frame, applicativi in Flash e altri framework superati e non ottimizzati per i motori di ricerca che per caricare le proprie risorse lasciano l’utente con più di 10 secondi di attesa. Decisamente troppo rispetto alla “soglia critica”.

In ogni caso, per questioni di sicurezza, prima di definire gli interventi necessari per velocizzare un sito web lento è sempre opportuno eseguire un’analisi tecnica approfondita.

Il mio sito carica in tempi superiori rispetto ai 3 secondi. Sono a rischio penalizzazione?

Sì, esiste il rischio. Se non si interviene per velocizzare un sito web è altamente probabile che al prossimo aggiornamento e passaggio del crawler il sito potrebbe perdere il suo posizionamento a vantaggio di un competitor.

Esiste un modo per arginare il problema se non ho al momento la possibilità economica o il tempo di seguire un aggiornamento così importante?

Un’analisi della velocità e un’intervento di ottimizzazione della velocità del sito sono i passaggi fondamentali in questo caso. Essendo la velocità uno dei fattori principali di posizionamento SEO (ma non l’unico) si può tentare di “salvare” il posizionamento migliorando altri fattori, come i contenuti o la user experience.

Nei casi come le penalizzazioni di e-commerce che potrebbero rappresentare le fonti principali di entrate per un’azienda, il nostro consiglio è di valutare i costi-benefici di un consulenza. Rivolgiti ai nostri esperti per richiedere un preventivo.