Gennaio 29

StartRocket inizia a testare la pubblicità nello spazio come nuovo sistema di advertising ambientale

E se da domani volgendo lo sguardo verso il cielo, insieme alla Luna e alle stelle ci fosse anche la pubblicità nello spazio del vostro prodotto preferito? E’ quello a cui sta pensando di sperimentare la startup russa StartRocket. Scopriamo insieme questo nuovo sistema di advertising.



Gli annunci pubblicitari nello spazio notturno non saranno dei semplici fasci di luce che proietteranno l’immagine del brand nel cielo, ma rappresentazioni grafiche create da un vero e proprio display orbitale che verrà messo in orbita entro il 2020 e messo in funzione a partire dal 2021.



La struttura composta da un agglomerato di cubetti video orbitanti viaggeranno in orbita ad un’altitudine tra 400 e 500 chilometri e saranno visibili per circa sei minuti alla volta per un’area di 50 km2.



Questo nuovo sistema di pubblicità nello spazio sfrutterà l’energia prodotta dal Sole, immagazzinata precedentemente durante il transito nella fase di luce. 

Le modalità d’impiego del disco orbitale permetteranno alle aziende di trasmettere diverse tipologie di annunci pubblicitari e messaggi mirati e potranno essere impiegati anche dagli enti governativi in caso di calamità e stati d’emergenza avanzati.



E i costi di questa imponente opera che unisce alta-ingegneria e creatività pubblicitaria? Startrocket fa le cose sul serio definendo già da oggi un piano di monetizzazione basato su un articolato modello CPM (Costo per Mille Impression).



Ovviamente, una tipologia di pubblicità così invasiva e rivoluzionaria pone diversi problemi dal punto di vista delle regolamentazioni:



In che modo verrà gestito l’elevato inquinamento luminoso che deriverà da una nuova fonte di luce nel cielo?
“È una minaccia per la capacità di fare ricerche astronomiche da terra”, ha commentato a Astronomy.com John Barentine dell’International Dark Sky Association. “Tutto ciò che emette un segnale luminoso nel cielo notturno è qualcosa che può interferire con la nostra capacità di raccogliere fotoni da fonti astronomiche”



Come verrà gestito il tema della sicurezza satellitare per evitare scontri con altri oggetti in orbita?
A questo proposito, Patrick Seitzer, professore di astronomia all’Università del Michigan, afferma “Ci sono oltre 20mila oggetti in orbita annoverati nel registro ufficiale gestito dall’Aeronautica statunitense. Meno del 10% di questi oggetti sono satelliti attivi – il resto sono satelliti morti, vecchi corpi di razzi e parti di veicoli spaziali”. La compagnia di Sitnikov però ha una risposta anche a questo: “La vita limitata dei CubeSat è dovuta proprio alla loro orbita, che andrebbe a modificarsi nel tempo fino a farli precipitare verso la Terra bruciando (si spera) nell’atmosfera.”



Alla luce di questo la domanda sorge spontanee: sarà etico “inquinare” un bel cielo stellato con messaggi pubblicitari?

“Stiamo iniziando a considerare lo spazio un posto in cui vivere e portare la nostra cultura, quindi perché non sfruttarlo per la pubblicità?” questo in punto di vista di Vlad Sitnikov, ideatore del progetto.

Se volete avere un’anteprima di questo ambizioso progetto di pubblicità nello spazio visitate il sito ufficiale di StartRocket.