marzo 16

“Prendila con calma e lascia che Google faccia il suo lavoro”

Quanto tempo ci vuole per il posizionamento di un sito tra i primi risultati di Google?
Rispondere a questa domanda, fornendo un’ora o una data precisa è impossibile!

 

Finti tuttologi e guru del web che affermano di poter posizionare un sito internet in prima posizione all’istante, soprattutto per parole chiave altamente competitive, mentono o non conoscono minimamente le nozioni base delle linee guida basilari di Google.

 

Il crawler Googlebot, il programma che analizza i contenuti della rete in modo automatico, prende in esame ogni ora migliaia di siti in tutto il mondo. Una mole di dati gigantesca che permette al software di passare solo periodicamente dal vostro sito internet per rilevare quali aggiornamenti siano stati eseguiti, quale nuove pagine siano state pubblicate e per quali nuove parole chiave essere posizionati, tenendo conto nel frattempo di come i competitors hanno agito.

 

Un concetto difficile da comprendere? Ecco un esempio per aiutarvi a capire meglio! Immaginate Googlebot come un addetto al controllo qualità di un grandissimo magazzino pieno di scaffali e prodotti con caratteristiche, uniche nel loro genere, che devono essere registrati, catalogati, valutati e classificati sulla base degli standard definiti. Immaginate poi che ognuno di questi prodotti e scaffali vengano aggiornati e modificati di continuo e che quindi tutti i controlli del nostro efficiente addetto debbano essere ciclicamente rieseguiti e ricalcolati. Non è difficile comprendere come sia impossibile elaborare ed eseguire tutte queste operazioni all’istante e con tempistiche certe!

 

La scansione, l’indicizzazione e il posizionamento tra i primi risultati di ricerca non funzionano in modo poi così diverso e per questo sono procedure che possono richiedere tempi differenti a seconda dei casi e quindi impossibili da calcolare per chiunque. In genere non è possibile fare previsioni o fornire garanzie in merito al momento in cui gli URL (gli indirizzi univoci di ogni sito) verranno sottoposti a scansione o indicizzazione o posizionamento. Una volta ottimizzata la struttura, quello che gli esperti SEO possono fare è utilizzare tutti gli strumenti e conoscenze a loro disposizione ed indicare le giuste istruzioni a Google per far si che il motore di ricerca si accorga delle modifiche del sito e cominci a prendere in esame il livello complessivo di qualità dei contenuti il più rapidamente possibile.

 

A marzo 2017, Ahrefs, una delle più grandi aziende del settore del posizionamento di siti internet ha condotto uno degli studi più accurati sull’argomento. Si tratta ovviamente di dati e stime basate su un campione di siti web e come tale va contestualizzato, ma rende bene l’idea sui tempi necessari per un posizionamento sui motori di ricerca rilevante:

 

Ecco per voi un estratto dello studio*:

  • La prima posizione su Google viene raggiunta, di media, da pagine pubblicate da almeno 3 anni;
  • Pagine create da meno di un anno presenti tra i primi risultati dei risultati di Google esistono, ma rappresentano una percentuale variabile tra l’1 e il 5% e sono ovviamente posizionate per parole chiave in settori di nicchia;
  • Solamente lo 0,3% delle pagine posizionate entro un anno dalla pubblicazione hanno trovato visibilità su chiavi di ricerca ad alto volume (quindi con più concorrenza).

*Attenzione però! I dati qui sopra elencati sono puramente indicativi e tendono a fornire una media dei tempi di posizionamento per settori specifici, altamente competitivi. In alcuni casi il periodo per raggiungere la prima posizione sui motori di ricerca è di molto inferiore e si possono ottenere i massimi risultati anche nel giro di pochi giorni, a seconda del livello di concorrenza per quella specifica parola chiave.

 

Per questa ragione l’approccio che tanto i clienti quanto i professionisti stessi del web dovrebbero imparare in considerazione dopo l’indicizzazione o un’ottimizzazione SEO di un sito è “Keep Calm and let Google do its duty” che tradotto significa “Prendila con calma e lascia che Google faccia il suo lavoro”.